Donazioni Referendum

Dalla lotteria all’indipendenza: cosa fare se ti avanza qualche soldo

Cosa fare quando vi avanzano 161 milioni di sterline? È una domanda alla quale possono rispondere con una certa scioltezza Colin e Christine Weir, una coppia dell’Ayrshire che vanta una discreta disponibilità economica dopo la vittoria all’Euromillions Lottery nel 2011.

In queste ore, l’Electoral Commission, l’agenzia indipendente che regola lo svolgimento delle competizioni elettorali e dei referendum nel Regno Unito, ha rilasciato i dati sui finanziamenti ricevuti dai soggetti (non partitici) iscritti come campaigners in vista del voto del 18 settembre.
Le regole dettate dall’Electoral Commission sulla documentazione di finanziamenti e spese sono molto stringenti.
Per un maggiore approfondimento, vi rimando – marketta alert – al libro All’ultimo centesimo, curato da Antonella Carenzi e edito da L’Ornitorinco, in cui racconto il sistema del finanziamento privato ai partiti in Gran Bretagna.

Intanto, in sintesi, il meccanismo è il seguente: se per la campagna referendaria un soggetto (singolo individuo o organizzazione) prevede di spendere più di 10 mila sterline, deve iscriversi come campaigner nei registri dell’Electoral Commission. Il riconoscimento ufficiale gli permette di accedere agli elenchi elettorali e di spendere, appunto, una cifra superiore alle 10 mila sterline.
Nel caso si venga riconosciuti come lead campaigners (quindi, in questo caso, come i principali rappresentanti del SI o del NO) si ha anche la possibilità di fare invii postali gratuiti, trasmettere spot elettorali e utilizzare alcuni spazi pubblici per la campagna.

I campaigners sono però tenuti documentare ogni donazione ricevuta superiore alle 7.500 sterline e ogni spesa effettuata nel periodo di campagna.
Esistono infatti dei limiti: per il lead campaigners la cifra massima di spesa stabilita per il referendum del 18 settembre è 1.500.000 sterline, per gli altri campaigners 150.000 sterline. Vi sono poi dei tetti di spesa per i partiti, in questa occasione valutati in base al numeri di seggi nel Parlamento Scozzese (es. L’SNP può spendere 1.344.000 sterline, il Labour Party scozzese 831.000).

Il report pubblicato ieri dall’Electoral Commission – che trovate qua – copre il periodo di pre-campagna (iniziata ufficialmente il 26 giugno) e indica le donazioni ricevute dai soggetti iscritti a partire dal 18 dicembre 2013.

I due principali comitati, YES Scotland e Better Together hanno ricevuto rispettivamente 1.160.000 sterline e 2.406.475 sterline, con il fronte del NO che guida, quindi, la gara ai finanziamenti.
Singolare notare come 1 milione di quelle 1.160.000 sterline raccolte da YES Scotland siano stati donati – in due tranche da 500mila sterline – da Colin e Cristine Weir. I due vincitori della lotteria sono diventati così i maggiori finanziatori del SI.
Senza di loro il bottino risulterebbe piuttosto magro…

La più grossa donazione ricevuta da Better Together, invece, è il milione di sterline versato da Joanne Murray, meglio nota come J.K. Rowling, autrice di Harry Potter.

Riusciranno i coniugi Weir, dopo aver sbancato la lotteria, a vincere anche la battaglia referendaria?

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